Alpinismo estremo: è davvero roba per pochi?

alpinismo estremo

Alpinismo estremo: una disciplina rischiosa, scelta solo dai più coraggiosi.

Il tema dell’alpinismo estremo è sempre molto attuale, specialmente durante la stagione invernale, quando i più coraggiosi conquistano le vette più ardue da raggiungere o quando purtroppo si verificano i frequenti incidenti mortali.

Le domande che più spesso sorgono spontanee riguardo a questo argomento, si riferiscono soprattutto alle motivazioni che spingono gli atleti appassionati di alpinismo ad affrontare questi rischi mortali.

Ma l’alpinismo è davvero uno sport per pochi o è una disciplina ancora in crescita?

Te ne parliamo in questo articolo.

Alpinismo estremo e rischi

Alpinismo estremo: una disciplina da pelle d’oca.

Prima di analizzare le motivazioni che spingono gli atleti più coraggiosi a praticare l’alpinismo estremo, vogliamo chiarire, anche per chi non conosce l’argomento, in che cosa consiste questa tanto chiacchierata disciplina sportiva.

L’alpinismo è uno sport che consiste nello scalare montagne, sia su roccia, che su neve e su ghiaccio, cercando di superare le difficoltà che presenta la natura, servendosi anche delle tecniche di arrampicata. Dunque come lo sci, è una disciplina amata da chi adora muoversi all’aria aperta, godendo delle meraviglie della natura.

L’alpinismo estremo invece, come dice la parola stessa, consiste nell’affrontare i sentieri più impervi e complicati, sulle montagne più “difficili” del pianeta.

I percorsi tipici dell’alpinismo estremo richiedono un’elevata preparazione fisica, nonché un’adeguata dose di coraggio e di amore per il rischio, quindi vengono scelti solo dagli scalatori più impavidi, che pur di raggiungere il loro obiettivo, sono consapevoli di poter perdere anche la vita.

Chi pratica sport come lo sci alpinismo, il trekking o l’alpinismo più classico sostiene che la natura delle montagne possa regalare tantissime emozioni intense anche senza rischiare così tanto, ma ci sono degli atleti che amano spingersi sempre più oltre, per arrivare in luoghi che solo poche persone hanno avuto l’onore di visitare.

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Alpinismo estremo e incidenti: ecco perché è uno sport molto criticato.

Come anticipato prima, una delle motivazioni per cui l’alpinismo estremo è spesso molto chiacchierato, riguarda i numerosi incidenti che ogni anno coinvolgono anche gli atleti più preparati.

Certo, gli incidenti in montagna capitano anche mentre si pratica sci, o mentre si fa del semplice trekking, perché talvolta la natura è imprevedibile, ma questa disciplina aumenta tantissimo la possibilità che accadano.

Una delle più recenti tragedie che ci ha toccato da vicino, visto e considerato che uno degli alpinisti coinvolti era italiano – parliamo di Daniele Nardi – si è purtroppo svolta nel Nanga Parbat, una meta molto ambita dagli alpinisti più ambiziosi, ormai soprannominata anche “montagna assassina”.

Come questo noto alpinista, anche tanti altri atleti hanno perso la vita durante queste ardue imprese. Infatti non stiamo parlando di poche persone, ma purtroppo la montagna ha causato davvero tante morti in tutto il mondo.

Chi pratica alpinismo estremo è consapevole della difficoltà di conquistare le mete prefissate, e pertanto mette in conto che anche gli eventuali soccorsi potrebbero avere difficoltà a raggiungere questi luoghi.

Ecco, è principalmente questo il motivo delle critiche: chi pratica l’alpinismo estremo, mette a rischio non solo la propria vita, ma anche quella dei soccorritori, costretti ad addentrarsi in zone particolarmente pericolose.

Le polemiche in merito a questo argomento sono cresciute proprio recentemente, con l’aumento dell’utilizzo dei social, che hanno reso possibile a chiunque di esprimere la propria opinione, talvolta anche in modo un po’ troppo crudo e diretto.

Certo, si tratta di un argomento serio e delicato, ma chi può decidere se intraprendere queste avventure possa essere giusto oppure no?

Alpinismo estremo e passione

Quando la passione viene prima della vita.

Gli sfortunati eventi citati nel paragrafo precedente, naturalmente non lasciano indifferenti tutti gli alpinisti, ma c’è chi dopo l’ennesima brutta notizia, ha scelto di rimettersi in discussione e abbandonare questa passione.

Recentemente anche un atleta esperto e celebre come Denis Urubko, un alpinista russo molto amato anche per i sui numerosi interventi di salvataggio ad alta quota, ha scelto di abbandonare il campo dopo una lunga serie di avventure.

“Vale la pena rischiare la vita per una scalata? Chi te lo fa fare?”.

Queste sono le tipiche domande che vengono rivolte più di frequente a chi pratica alpinismo estremo.

Nonostante la maggior parte delle persone non capisca questa passione però, c’è chi ancora si avventura nelle vette più complicate del pianeta per vivere emozioni uniche ed irripetibili.

Si, perché la risposta a quelle domande, è che la maggior parte degli atleti che amano praticare l’alpinismo estremo, sono persone che agiscono per passione, che amano il rischio, e che cercano continuamente di superare i propri limiti anche a costo di mettere in gioco la propria vita.

Dunque si tratta di atleti che mettono la loro passione prima di tutto e che non si lasciano impressionare dagli incidenti (scelta certamente discutibile da tante persone).

Alcuni alpinisti hanno affermato che la loro è proprio una sorta di vocazione a cui non possono assolutamente rinunciare!

Tu che cosa ne pensi? Ha senso mettere a rischio l’unica vita che abbiamo per raggiungere la vetta di un monte?

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In conclusione.

Come hai potuto leggere, l’alpinismo estremo è una passione che conquista chi la pratica al punto tale da rischiare la vita in modo consapevole.

Oggi possiamo dire che gli atleti che praticano questa disciplina non sono pochi: si tratta di persone che dedicano la vita all’allenamento, nella speranza di vivere un sogno, e affidandosi alla sorte.

Per fortuna le alternative per vivere la montagna in modo sicuro sono tante: esiste l’alpinismo classico, oppure per chi ama gli sci, un’altra disciplina particolarmente apprezzata è lo sci alpinismo.

Insomma, tra trekking e tanti altri sport, la montagna può essere vissuta a fondo anche senza mettere a repentaglio la propria incolumità.

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